| Subject: Paralisi notturne - Vibrazioni - Viaggi astrali |
Author:
nadia cinque
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Date Posted: 15:00:06 05/22/04 Sat
Vibrazioni - paralisi notturne - viaggi astrali
(Ho raggruppato qui delle documentazioni e spiegazioni prese in pestito da alcui seri ricercatori della materia)
VIBRAZIONI
Un a delle cose più comuni che accade in fase di sdoppiamento e’ quella di sentire addosso delle vibrazioni, come una sorta di scossa elettrica mista formicolio che pervade tutto il corpo. Le vibrazioni possono variare di intensità e di rumorosità: mi spiego, il tipo di vibrazioni che uno sente addosso segnano il grado di evoluzione della persona stessa, ma può variare a secondo dei periodi per cause di sentimenti o problemi legati alla vita che in qualche modo dobbiamo risolvere, a volte esse sono così intense da generare una sorta di dolore, nulla di grave, ma si sente.... Tutti noi vibriamo ad una certa frequenza, più la frequenza e' alta e più piacevole sarà l'esperienza in astrale, con tanto di situazioni adatte per l'evento, quindi in pratica una persona con sentimenti negativi, una persona perciò "cattiva" ha un livello di vibrazioni basso e lento sia nella vita fisica che in quella astrale, di conseguenza nei suoi viaggi astrali si troverà spesso in luoghi tetri in compagnia di forme di vita degradanti, dovrà migliorare il suo stile di vita per accedere a piani superiori, immaginate il mondo astrale fatto a strati, dal basso verso l'alto, tutti vivrete la stessa realtà ma con sfumature diverse a seconda del vostro stile di vita, cioè del vostro modo di vibrare. Per quanto riguarda il rumore delle vibrazioni, spesso sono rimasto sorpreso anche io, a volte non si sente addirittura nulla ma a volte e’ straordinario, come se dentro di voi ci fosse uno zanzarone gigantesco, o un frullatore acceso, il rumore e’ tipo questi due esempi più o meno intenso a seconda delle volte...... Quando dopo un esercizio per sdoppiarvi o durante la notte sentite che vi stanno salendo le vibrazioni addosso, quello e’ il momento buono per uscire dal corpo.
VIBRAZIONI: IMPARARE AD ASCOLTARLE
Ho sempre pensato che i migliori risultati si ottengono per gradi, avendo in principio ben prefissato uno scopo da raggiungere e procedendo quindi a piccoli passi si possono "ottimizzare" gli sforzi in modo da raggiungere man mano traguardi intermedi che ci spronano ad impegnare le nostre forze via via sempre alla ricerca di qualcosa di più grande. Ho pensato quindi di applicare questo principio anche nella ricerca di una tecnica o comunque di esperienze documentabili di viaggi astrali, mi sono soffermato per un lungo periodo ad analizzare il fenomeno delle vibrazioni calibrando i miei sforzi al fine di raggiungerle e non di andare oltre, ho potuto così trarre alcune conclusioni che reputo essere molto interessanti
anche perché confermatemi da documentazione e da contatti con persone come me, desiderose di approfondire e capire il fenomeno. Innanzitutto direi che se volessimo ricercare a fondo l'origine e gli aspetti più reconditi del fenomeno stesso ci accorgeremmo subito che esso è parte integrante di un aspetto importante della natura e dell'esistenza stessa: l'evoluzione, ogni giorno, ogni ora, ad ogni minuto ed in ogni secondo è in atto un circolo di energia di natura cosmica che tutte le cose esistenti (animate ed inanimate) sembrano condividere e che esiste come movimento incessante in uno dei mondi sottili a cui apparteniamo: il piano astrale. Alla luce di questa considerazione sembra facile intuire come questo continuo ricircolo di energia possa avere influenze anche nella nostra vita cosciente, e, pur essendo mascherato in primo luogo dal nostro io ed in secondo luogo dal nostro corpo fisico con il "tono muscolare", non manca certe volte di trapelare in situazioni particolari come ad esempio durante il rilassamento nel tentativo magari di compiere un uscita cosciente
in astrale. Durante la nostra permanenza nel "mondo denso" (per mondo denso intendo la dimensione fisica), il nostro corpo agisce come scudo frapponendo il tono muscolare che consiste in una costante rigidità dei muscoli che ci permette ad esempio di stare in posizione eretta alle costanti vibrazioni che altrimenti ci pervaderebbero. Spiegato questo fenomeno risulta come logica conseguenza che durante i periodi di rilassamento, nel tentativo di annullare o comunque di abbassare al minimo il tono muscolare, sia possibile percepire chiaramente il fenomeno vibratorio che si esprime chiaramente anche in maniera "uditiva". Non ci si deve quindi stupire della molteplicità di aspetti che questo fenomeno copre contemporaneamente dato che ci troviamo di fronte ad un passaggio di energia risulta logico pensare che esso, analogamente al caso in cui avvenga uno scambio di corrente elettrica ad esempio, possa chiamare in causa diverse sensazioni, o per meglio dire, percezioni che nel "mondo denso" possono essere di natura uditiva, tattile o visiva come nel caso della corrente elettrica appunto e che nei "mondi sottili" si trasformano in percezioni che coinvolgono i "reciproci" dei nostri sensi reali. Ne deriva quindi che ogni qual volta si percepiscono in maniera cosciente tali vibrazioni, esse si manifestano come percezione che naturalmente si trova ad essere al di fuori degli aspetti e dei canoni che appartengono alla dimensione nella quale alberga il nostro corpo fisico in quel momento, risulterebbe quindi impossibile accorgersi che una persona sta vivendo il fenomeno vibratorio utilizzando i nostri cinque sensi poiché, come appena illustrato, tale sensazione non si esprime in alcun modo sul piano fisico. E tuttavia possibile però, e qui vengo al punto della questione, percepire, o per meglio dire acuire la capacità di percezione delle vibrazioni proprie od altrui in situazioni diverse da quelle illustrate in precedenza. Per meglio capire questo concetto si pensi in pratica ad una situazione "normale" in stato di veglia, in qualsiasi luogo, potremmo trovarci al lavoro o sull'autobus ecc. è possibile in questa situazione, rispettando alcune semplici regole che illustrerò di seguito percepire il fenomeno vibratorio proprio e quello altrui. La percezione vibratoria propria, come già detto si manifesta nel suo aspetto "uditivo" e si presenta invariata, in termini di frequenza, rispetto a quella che si ha "abitualmente" in situazione di rilassamento. La percezione vibratoria altrui invece può variare naturalmente in termini di frequenza, poiché la frequenza appunto è, come spiegherò in seguito l'indicatore del nostro status evolutivo, appare ovvio quindi che si percepiranno frequenze differenti a seconda dell'entità fisica che ci troviamo di fronte. Passando in fine all'aspetto pratico, esistono tre regole fondamentali che occorre rispettare per acuire la nostra capacità percettiva:
1- Autoapprendimento
2 - Ambiente
3 - Distanza
L'autoapprendimento è il processo automatico che ognuno deve seguire se vuole controllare la propria capacità percettiva. Il raggiungimento di tale fine in una situazione che esula dalla pratica momentanea di tecniche preparatorie, come sopra citato per esempio, è molto difficile ed occorre quindi svolgere alcuni semplici esercizi per un periodo di tempo che può
variare a seconda dei soggetti:
Il primo esercizio consiste nel praticare le tecniche che di solito si utilizzano per tentare di raggiungere l'uscita in astrale ma con il fine di analizzare la natura del fenomeno vibratorio, ascoltarlo soprattutto nei suoi minimi particolari per un periodo di tempo che può variare dai 15 ai 40 minuti. L'obiettivo finale di questo esercizio è acquistare consapevolezza del fenomeno e riuscire ad immagazzinarlo nella memoria cosciente in tutti i suoi aspetti, soprattutto quello uditivo. Oltre alla natura del fenomeno occorre memorizzare lo stato mentale in cui si era al momento della sua massima percezione, cioè quando le vibrazioni sono al loro culmine. Bisogna imparare a riprodurre tale stato, in maniera mentale, ma soprattutto in maniera spirituale per poter ascoltare qualcosa che sempre ci accompagna e che la nostra mente tende ad eliminare. L'ambiente è molto importante ai fini percettivi, è vero infatti che occorre trovarsi in situazioni di vita comune ma è altrettanto chiaro che non tutte le situazioni sono adatte, è ovvio che risulta molto difficile applicare la tecnica in un luogo come potrebbe essere una stazione o la strada ad esempio poiché i rumori dell'ambiente e le distrazioni inconsce deviano la nostra capacità di concentrarci ed ascoltare. Inoltre la posizione riveste una notevole importanza, consiglio di stare seduti con il capo leggermente rivolto verso il basso come se si tentasse di tendere l'orecchio per ascoltare, chiudere gli occhi può fornire un valido aiuto. L'ultimo aspetto, la distanza, è da considerare solo nel caso in cui si vogliano percepire le vibrazioni altrui, in questo caso occorre porsi ad una distanza non superiore al "raggio d'azione" dell'aura della persona di cui si vogliono percepire le vibrazioni. L'aura, che è l'insieme dei diversi corpi che appartengono ciascuno a mondi più sottili e che in situazioni di veglia è perfettamente coincidente con il corpo fisico, tende a fuoriuscire da esso per circa 2 o 3 centimetri, la distanza ideale per una buona percezione vibratoria può essere quindi di 4 o 5 centimetri massimo. Naturalmente nel caso in cui ci si trovi a dover analizzare le altrui vibrazioni occorre tener conto che per prime si percepiscono le proprie ed è possibile distinguere le altrui per differenze di frequenza, qual'ora esse sussistano. Come ultimo ma non meno importante aspetto vi è la frequenza delle vibrazioni che identifica il nostro status evolutivo, una persona con frequenza vibratoria alta conduce nella maggior parte dei casi una vita serena che corrisponde alle sue aspettative e in cui non sussistono questioni o problematiche imminenti da risolvere. Tuttavia, non è possibile costruire una precisa classifica di frequenze associabili a stili di vita poiché molteplici sono gli aspetti da considerare, anche gli oggetti hanno una loro natura vibratoria, per esperienza personale posso testimoniarlo come lo testimoniano numerosi viaggiatori astrali che provano a toccare o ad attraversare oggetti, questa è la riprova del fatto che tutte le cose esistenti su diversi piani posseggono energia di natura cosmica. Concludo con una semplice ma utile avvertenza, la pratica di questa tecnica risulterà ovviamente più facile col tempo, consiglio di non accanirsi nei primi tempi e nell'autoapprendimento poiché ho potuto verificare anche di persona che si produce un grande sforzo mentale che può dare luogo a dispersioni di energia che si traducono dapprima in scarsa capacità di concentrazione ed in seguito in forti mal di testa e senso di vertigine.
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PARALISI NOTTURNE
Immaginiamo che si trovi un meccanismo per cui, chiunque in piena coscienza, possa staccarsi dal corpo passare tra muri, volare dove vuole, incontrare i trapassati, creare mondi immaginari ecc. Provare a se stessi che abitiamo un corpo fisico ma che, prima di tutto, siamo spirito: quando il corpo muore si torna allo spirito (probabilmente non si muore). Cosa ne dite? Tutto ciò sarebbe fantastico e da quanto ho sentito esistono alcune tecniche o meglio accorgimenti che possono aiutare, e solo chi è spinto alla ricerca, prova. Siamo in pochi e siamo catalogati come: invasati, ricercatori, curiosi, seguaci, affascinati chiamati anche creduloni.Il problema della nostra credibilità è questo: siamo isolati da quello che viene chiamato pensiero dicotomizzato , la più grave malattia della mente. Noi curiosi o ricercatori siamo considerati matti o per lo meno, con benevolenza, quando accenniamo a "qualcosa", le nostre parole entrano da un lato ed escono dall’altro; la coscienza collettiva ha un potere di ostruzione dicotomico incredibile. Non si capisce bene se è l’ignoranza, in buona fede, o qualcuno che controlla, il fatto è che il risveglio dell’umanità è troppo lento rispetto alla velocità di distruzione del pianeta. L’unica cosa è svegliarci, se no come dei tossici, distruggeremo ciò che ci serve per vivere con la scusa di "rimandare" grazie ad un benessere momentaneo. Stato di paralisi (tra la veglia ed il sonno): si è provato essere una porta per l’uscita dal corpo. Ad una buona percentuale di persone capita di viverla naturalmente e spesso i soggetti ai quali avviene, ricorrono a medici- psicofarmaci, preti, esorcisti, stregoni ma nessuno sa dare risposte esaurienti, anzi chi ne sa qualcosa cerca di depistare..
Salve mi chiamo Francesco , ad un certo punto del mio cammino mi sono trovato, verrebbe da dire, in una "selva oscura" ma solo per poco, poi tutto è diventato sempre più chiaro, sto parlando di esperienze al quanto strane, sono iniziate 6 anni fa: una mattina, sono nel letto di casa mia, mi sveglio, ma non riesco a muovermi, una sensazione strana e per riuscire a fare ciò ho dovuto quasi gridare, uno stato di angoscia…….ero come paralizzato (per paralisi non voglio dire aver perso la sensibilità del mio corpo ma solo il comando, o meglio, come se qualcosa mi bloccasse il tutto sentendone ogni singola parte). Cominciarono una serie di esperienze di questo tipo, ma non tutte uguali, ed il fatto prese senso in seguito come "evoluzione"; durante quegli istanti avevo delle strane sensazioni…………a volte mi sembrava che ci fosse qualcuno a letto che si rivoltava come fa uno nel sonno, altre che qualcuno mi toccasse, musiche zigane , sprofondare nel letto, ecc.. Queste cose, li per li, non erano così piacevoli, ve lo giuro, ma ora non mi fanno più paura, anzi non vedo l'ora che mi succeda di nuovo, e se c’è qualcuno che vuole comunicare, uscendo dal corpo lo si vede. Non sapendo che cos’era mi consultai con un amico che pratica, come me, Meditazione Trascendentale da più di 25 anni, gli dissi: "Enrico mi sembra di sentire l’aldilà ma ho paura a rimanere in quello stato " e lui: " cavolo, se mi capitasse a me rischierei la vita, ma ci resterei per vedere quello che succede"; me l’avrà ripetuto 10 volte in dieci versioni differenti. Probabilmente era riuscito a convincermi: una mattina mi fermai per più tempo nella paralisi, mi sono trovato in piedi affianco al letto e pensavo "ma come ero a letto che cavolo ci faccio qui, non mi sono alzato" e un istante dopo ero ancora a letto, ma mi ero mosso lentamente e mi sono lasciato ricadere nella paralisi e di nuovo li, cominciai a camminare fino quasi in cucina, passando attraverso il computer che stava in mezzo alla stanza. Mi sono svegliato di colpo, ero ancora a letto, eccitatissimo vibravo di gioia o per lo meno così pensavo: non ho più dormito sono sceso dal letto, sembrava mi avessero dato la 380…. una giornata con cosi tanta energia non la ricordavo. Se vogliamo considerarla una tecnica, per quelli che già hanno una dote naturale ci si deve muovere così: allenarsi a riprendere padronanza del corpo e ritornare in paralisi si deve fare lentamente altrimenti non si riesce, se ci si riprende di colpo non si prende confidenza con il mezzo, da subito farà un po’ paura ma lentamente ci riuscirete. Si deve arrivare al punto che si supera la paura della paralisi….a me ci è voluto un anno e mezzo ma, forse, a qualcuno non serve nemmeno la paralisi e a qualcun altro serve più tempo ma il momento viene spontaneo. Io ormai l’ho scordata ma un fatto di pochi giorni fa mi ha fatto ricordare le sensazioni dei primi tempi ed il perché causano un blocco. Sono stato a trovare mia sorella in Germania e sapendo che suo marito, militare nato, è appassionato di letture mistico antropologiche, e che facendo turni di lavoro durissimi va a letto stanchissimo (ho rilevato che la stanchezza fisica facilita questo tipo di esperienza) gli ho chiesto se provava questo stato di paralisi. Nella traduzione mia sorella non è stata corretta, lui a risposto, che si stava allenando a vivere il sogno come insegna anche Castaneda nei suoi libri, la cosa è sullo stesso piano di ricerca ma?…… Io allora ho cercato di farmi capire meglio, e lui "si una volta mi è successo una cosa strana, ma no, quella è stata una cosa paurosamente angosciosa, no, no, mi sembrava di morire non voglio mai più provare una sensazione del genere e secondo me neanche tu Roby , ti ricordi, ti ho dato un calcio una notte ma non ho fatto apposta…. mi sembrava che qualcuno o qualcosa mi tenesse fermo, era come se dovessi liberarmi da qualcosa… no no aiuto che brutta esperienza mi sembrava di soffocare, ero come paralizzato, non riuscivo neanche ad aprire gli occhi ma ero sveglio, non può essere quello" E quando gli dissi che la sua spiegazione era stata fantasticamente precisa non ci volle credere.
=Paura dell’ignoto
Quindi mi ha fatto tornare in mente che non è facile accettare di giocare con questa sensazione per allenarsi ma si deve insistere. Se, e quando si ha questo effetto non bisogna volersi svegliare di fretta ma si deve cercare di uscirne dolcemente e poi, quasi fuori, lasciarsi ricadere nello stato il più volte possibile ed anche se alle prime non ci si riesce, poi diventa facile la padronanza. Spesso si avverte qualcosa di strano in quello stato ma non si deve aver paura, sono energie che ti vogliono aiutare. Fino a che, come è successo anche a me, avviene qualcosa per cui ti fidi e resti nello stato di paralisi quel tanto in più che ti permette di uscire dal corpo e ad un certo punto ci si trova affianco al letto, oppure sembra che le braccia, poi il busto e poi tutto il corpo sia sorretto da un cuscino invisibile di energia….. si vola. Si vibra incredibilmente sia prima di uscire dal corpo sia dopo il rientro. Adesso quando succede é chiarissimo: paralisi- vibrazione- uscita. Una percentuale dei sogni, in realtà sono proiezioni astrali dirette, con la presa di coscienza di questo "sogno" il lento risveglio può portare alla cosi detta paralisi poi vibrazione-uscita -volo. In seguito la confidenza e l’eccitazione non faranno più badare alla paralisi- vibrazione- uscita Una volta fuori dal corpo si passa alla fase di realizzazione nella proiezione astrale dove si avranno, incontri, risposte, ecc. il resto lo potrete trovare in altri racconti ma, a mio avviso, basandosi solo su quelli, molti soggetti resterebbero nello scetticismo pensando che, tutto sommato, potrebbero essere sogni. Queste esperienze invece sono la prova reale, se pur personale, dell’esistenza dello spirito o anima. Penso inoltre che di questa cosa , se ne dovrebbe tenere conto anche per le morti durante il sonno, nelle quali il referto medico dice "arresto cardiaco". A questo punto qualcuno dirà , "si rischia di morire!": il fatto di averlo vissuto una volta vuol dire che avete già imparato a svegliarvi da soli e per chi non l’avesse mai provato, il comunicarglielo gli darebbe la coscienza necessaria a farlo. Viaggiando con la fantasia potremmo addirittura fare qualche ipotesi sul quale sia il momento che lo spirito abita il nascituro, all’interno della madre o al suo risveglio? Come estremi risultati tecnici dopo l’uscita dal corpo, proiezione cosciente in viaggi astrali si può arrivare alla bi- locazione, secondo qualcuno addirittura a una specie di tele- trasporto. Per mia esperienza lo stato di paralisi succede, provocarlo forse si può, ma più avanti nel cammino. Ho rilevato degli stati in cui è più facile che accada: la stanchezza fisica, l’equilibrio psichico, dopo lunghissime meditazioni nel momento del rilassamento, mentre l’assunzione di alcune sostanze lo renderebbe meno naturale . Un maestro shaolin, dopo che gli avevo raccontato la mia esperienza, mi ha detto che se queste cose sono spontanee non c’è nessun problema. Loro conoscono tecniche che provocano l’uscita dal corpo ma sono segreti conosciuti da pochi, e da quello che mi ha lasciato capire le usano solo gli anziani per dare esempi o, come anestesia, per curare il corpo fintanto che lo spirito è fuori. Altri sciamani in giro x il mondo la provocano ma quasi tutti fanno uso di sostanze psicotrope.. Predisposizioni indotte: Pratiche che io chiamo di "ginnastica mentale" come meditazioni varie, fisiche o mentali, e la ricerca intellettiva del perché di ogni cosa ci portano su un piano vibrazionale che ci avvicina alla consapevolezza di cui l’uscita dal corpo ne è uno stadio. Abbiamo trovato un sintomo molto forte che una buona parte di persone scettiche e cristallizzate provano e considerano una malattia o qualcosa che nessuno conosce, ed invece è una porta cosciente per l’aldilà. Se si riuscisse a divulgare la notizia sarebbe come un contagio positivo, come un virus mentale partirebbe con lentezza ma crescendo a velocità esponenziale contagerebbe il pianeta e nessuno potrà fermarlo.
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INTENZIONI
Se volessimo metterci a fare considerazioni sugli aspetti soggettivi etecnici che alla fine portano un individuo al raggiungimento di un’ esperienza extracorporea cosciente ci accorgeremmo subito che: non solo sussistono oggi più che mai ostacoli difficilmente sormontabili come lo scetticismo o la paura, ma che vi è anche una sorta di “difficoltà
comunicativa” che talvolta finisce col rendere molto complessi, se non impossibili i dialoghi in materia che finiscono inevitabilmente con l’essere buttati sullo scherzo o sull’indifferenza. Dietro a questi enormi giri di parole vi è la consapevolezza che purtroppo esiste una sorta di “insoddisfazione cronica” che rende i discorsi che si incentrano su questi argomenti molto difficili se non impossibili da comprendere a chi si avvicina, magari per la prima volta, spinto da voglia di approfondimento o semplice curiosità. Ho voluto fare queste considerazioni iniziali per introdurre l’argomento delle intenzioni che ritengo essere di estrema importanza anche alla luce di ciò che ho potuto scoprire analizzando genericamente quesiti che vengono posti da persone che hanno magari notevole interesse per la materia e che vorrebbero approfondire spendendo energia e volontà al fine magari di provare nuove esperienze oppure conoscere semplicemente se stessi dal didentro. Solitamente tutti coloro che in questo caso rivestono il ruolo di “curiosi” e che appunto vorrebbero maggiori delucidazioni in materia, generalmente si aspettano una sorta di “manuale di istruzioni” che, come nel caso di unelettrodomestico, fornisca passo per passo delucidazioni ed informazioni senza equivoci che conducano presto ad un risultato sicuro. Spesso, quando ci si trova a colloquiare direttamente con queste persone, ci si rende conto che esse hanno una grande smania di conoscenza e una curiosità talvolta fastidiosa, come si può biasimarli? Sfido chiunque a non essere curioso in materia, io stesso lo sono ancora molto e certe volte risulto essere pedante e fastidioso all’ennesima potenza… molte volte capita anche che a domande così frequenti ed insistenti si risponda di fretta, o considerando unicamente la propria esperienza, finendo così per fomentare una serie di credenze che a lungo andare potrebbero avere un effetto contrario sulla gente curiosa ed interessata, scoraggiandola. Mi spiego meglio … supponiamo di aver di fronte una persona che ponga la seguente domanda: “come fai ad uscire dal corpo?” e supponiamo allessi che si risponda: “devi rilassarti, pensare di essere in un posto diverso e… bum! Sei fuori!”. Naturalmente sono andato fino all’esagerazione ma provate solo per un momento a pensare quali potrebbero quindi essere le conseguenze di questa risposta, la persona dapprima comincerà a provare a rilassarsi, ci metterà sforzo, farà sacrifici per raggiungere il suo obiettivo e vorrà farlo nel più breve tempo possibile, sentendosi quindi avvilita e frustrata qual’ora non dovesse riuscirci; questo solo per il rilassamento, immaginatevi tentare di raggiungere il viaggio vero e proprio. Ho avuto occasione di sapere che molta gente si è scoraggiata ed ha abbandonato la pratica di queste tecniche dopo brevi periodi praticamente senza aver ottenuto risultati. Chi fino ad ora sta leggendo potrebbe avere l’impressione che io sia contrario a chi propone le proprie esperienze o scrive le proprie tecniche affinché altri possano usufruirne, al contrario le considero molto utili, personalmente ringrazio molto coloro che hanno deciso di rendere pubblica la propria situazione ma il problema secondo il mio modesto parere non risiede più di tanto nelle tecniche, nelle esperienze o nelle situazioni descritte, ma in come esse vengono interpretate e messe in pratica da chi legge. Come già accennato prima ritengo molto importante utilizzare queste documentazioni pur che si tenga presente che ognuno ha un percorso diverso da seguire, questo lo si può constatare abbastanza facilmente semplicemente parlando con “viaggiatori” abbastanza esperti che in gran numero affermanodi aver dovuto personalizzare una tecnica o addirittura abbandonare le tecniche perché ormai già capaci di vivere esperienze OOBE senza l’ausilio di queste ultime; senza considerare il fatto che le esperienze provate da chi scrive talvolta sono talmente grandi e al di fuori della portata dell’ autore che sono di per se “troppo cariche” per un mezzo come la scrittura che stenta a tramandarci emozioni forti quali invece si provano. Se analizziamo la volontà invece, è possibile capire abbastanza intuitivamente il punto della questione: le intenzioni contano sopra qualsiasi altra cosa è bene avere aver presente i propri obiettivi e ascoltare le altrui esperienze ma siamo noi a dover percorrere il sentiero. Solitamente amo paragonare i tentativi di raggiungimento dell’esperienza
extracorporea come una “gita nel bosco”, il paragone sembra in primis tra i più arditi ma secondo me rende l’idea molto più chiara senza troppi giri di parole; proviamo ad immaginare di dover compiere una missione in un bosco: dobbiamo entrarci e riuscire ad uscire dall’altra parte senza possedere una mappa dettagliata né una bussola precisa… questo è ciò che posso dire mi sia capitato personalmente: sapevo qual’era il mio obiettivo ma non sapevo quali fossero i mezzi per raggiungerlo. Davanti ad una sfida così grande c’è chi si arrende ancora prima di cominciare oppure chi ci si butta a capo fitto, come si può riuscire ad uscire da un bosco senza avere una cartina?
dapprima può sembrare assurdo ed impossibile ma successivamente ci rendiamo conto che esistono dei validi aiuti: le tecniche che qualcun altro ha già scritto potrebbero paragonarsi al nostro zaino, potrebbero essere le torce che rischiarano la notte, potrebbero essere segni sugli alberi che qualcuno ha già tracciato perché è già passato in quel punto, o ancora potrebbero essere dei picchetti per le tende o i resti di un bivacco… Con questo fantasioso e magari un po’ surreale paragone voglio dire che saranno la nostra volontà e le nostre intenzioni a guidarci verso l’uscita utilizzando gli aiuti che ci vengono offerti da altri non come strada da seguire ma come strumento da utilizzare (non come cartina ma come torcia). Nelle ultime settimane ho cercato di catalogare più elementi possibile che personalmente mi hanno molto aiutato nella persecuzione del mio scopo, si tratta di traguardi da raggiungere passo per passo l’uno dopo l’altro senza fretta e con la massima serenità tenendo sempre presente che l’importante è che ci si creda fino in fondo. 1 – Liberarsi dalla paura: la paura è un sentimento molto forte che tutti, in situazioni di pericolo e inquietudine, provano: è però indispensabile, ci aiuta a mantenere il nostro equilibrio, ci aiuta a cautelarci e ad essere saggi. Può rivelarsi però grande nemica perché è in grado di impadronirsi della nostra mente riempiendola di negatività e rivoltando tutto ciò che di positivo ci circonda contro di noi. Per questo è importante liberarsene, prendetevi tempo per recuperare una serenità interiore che è di assoluta necessità, dovreste giungere all’autoconvinzione che nessuno può farvi del male che poi in fin dei conti è la pura e semplice verità. Niente intorno a voi può nuocervi, neanche la più angosciante situazione o il più penoso dei problemi potrà affliggervi sul piano astrale perché siete parte di qualcosa di più grande, a questo proposito molti suggeriscono delle tecniche respiratorie particolari, si può anche pensare ad una situazione piacevole, ad un posto caldo e tranquillo sussurrando a noi stessi “nessuno mi può fare del male” ma la cosa importante è che teniate a mente che queste sono “le frecce sull’albero e i bivacchi”, siete voi a dover trovare la strada ed il percorso sarà piacevole. Fate attenzione: imponete a voi stessi solo cose buone, la paura ha “il coltello dalla parte del manico” perché se appena gli darete la minima occasione di entrare nella vostra testa essa la invaderà senza scrupoli e ci vorranno ancora molte energie per scacciarla. In prima persona sono divenuto consapevole del fatto che dominare la paura è un’impresa ardita in quanto è parte integrante del nostro istinto, soprattutto quando dobbiamo fronteggiare qualcosa che non conosciamo e che normalmente non vediamo; da questo punto di vista può essere utile convincerci che ciò che stiamo facendo è una delle cose più naturali che esistano, che la nostra mente è progettata per farlo e che questo accade tutte le volte che ci addormentiamo, dobbiamo solamente prenderne coscienza. 2 – Spegnere il corpo: il corpo fisico è in costante tensione ed è sollecitato da un numero impressionante di stimoli durante il corso della giornata, il nostro cervello elabora informazioni a ritmi impressionanti e noi reagiamo altrettanto velocemente; i nostri pensieri poi, si susseguono in maniera frenetica ed incontrollata provocandoci batticuore, allegria, tristezza, rabbia ecc. proviamo ad immaginarci di essere in possesso di un interruttore che può, in un colpo solo, disattivare tutto questo, rendendo il nostro corpo simile ad un mezzo, un oggetto che ci permette di esistere sul piano terreno ma che non ha alcun significato senza la mente. Proviamo ad avere l’intenzione di sentirci in pace con noi stessi, di coricarci rilassando ogni singolo stanco muscolo del nostro corpo e regalandoci attimi di pace mai provati… La maggior parte delle persone non pratica alcun rilassamento prima di addormentarsi e, pur non accorgendosi, affronta il sonno con il fisico ancora irrigidito e carico di tensione magari svegliandosi di soprassalto o con tremendi dolori per posizioni scorrette. Dovrete trovare voi una posizione comoda che favorisca il vostro rilassamento: da questo punto di vista non esistono limiti, si lascia spazio alla fantasia! Anche in questo caso posso solamente consigliare di rilassarsi, non sono in grado di dirvi come: alcuni praticano la meditazione, lo yoga ecc. personalmente non sono a conoscenza di queste tecniche ma la mia volontà mi ha permesso di trovare un equilibrio interiore che tutte le notti mi fa addormentare con serenità e distensione. Come ultimo appunto ma non meno importante è necessario porre all’attenzione che un buon rilassamento facilita il raggiungimento di una esperienza OOBE cosciente che in seguito potrà in alcuni casi essere realizzata anche senza fasi successive. 3 – Proiettare la volontà: la chiave di tutto è il motore che mette in moto le nostre azioni: la nostra volontà, i nostri sforzi se vengono giustamente canalizzati ed indirizzati possono farci raggiungere il traguardo tanto atteso. Come ho voluto ben precisare con questo articolo, è a questo punto che tutto può accadere o tutto può disfarsi, la nostra volontà, l’intenzione di uscire che può essere espressa grazie al pensiero, alla visualizzazione di un luogo (una stanza della casa, la città ecc.), ci farà giungere ai più profondi angoli di noi stessi prima e poi ci scoprirà un mondo totalmente nuovo. Occorre ricordare che la proiezione di volontà non è una cosa affatto semplice da realizzare poiché basta la minima incertezza per distruggere tutto il lavoro e la concentrazione accumulati fino ad ora. Ecco perché consiglio caldamente di non tralasciare le fasi preparatorie, anzi, dargli quasi più importanza; prendetevi tempo, non abbiate fretta, ma soprattutto, non tentate di raggiungere subito il vostro obiettivo, l’importante è non bruciare le tappe. Si rivelerà molto utile nei primi periodi utilizzare la proiezione di volontà per raggiungere gli obiettivi intermedi incanalando tutte le energie di cui disponiamo non per il raggiungimento dell’OOBE ma semplicemente per raggiungere il rilassamento totale ed eliminare le paure. Se ora volessi concludere utilizzando di nuovo l’esempio del “bosco” direi che questo modesto articolo nel migliore dei casi può essere paragonato ad un foglio di carta con qualche schizzo di mappa disegnato in matita e magari gualcito dalla pioggia… potete conservarlo o buttarlo, stenderlo, stracciarlo o scaraventarlo via! La mappa che vi ho dato … non so se è giusta, sarà la vostra volontà a trovare la bussola anche se sembra impossibile, basta non aver fretta e CREDERCI.
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COME INDURRE I VIAGGI ASTRALI
Si può accedere al Viaggio Astrale in diversi modi, uno tra questi è il prendere coscienza durante un sogno che spesso ci da la chiave di accesso tramite un evento particolare. Succede a volte che all’interno di un sogno comunissimo avvengono fatti di accelerazione, caduta, salto ecc, ad esempio sognando di andare in macchina l’auto comincia ad accelerare all’impazzata; questo è un inizio di viaggio astrale, oppure si sogna di cadere da un burrone o più comunemente di cadere dal letto. Le opzioni a questo punto diventano due: la prima risvegliarsi di soprassalto, la seconda agevolare il sogno e compiere atti suicidi nel senso di accelerare ancora di più nel caso del sogno in auto o lasciarsi cadere nel caso del burrone o del letto. Una volta scelta la seconda opzione si avvertono le vibrazioni e si prende coscienza del corpo astrale con eventuale uscita. Tra questi particolari, se pur comuni sogni si possono aggiungere anche i sogni di attesa, forse più difficili da afferrare anche perché accessibili ad un utente più esperto. Un esempio lo possiamo riportar in un sogno in cui la persona è in fase di attesa, sta aspettando qualcuno, sta svolgendo un compito tipo pulizie di vetri o altro; anche questi sono punti di accesso. Ma come si scaturisce questo meccanismo? Prima di tutto bisogna riuscire a prendere coscienza anche se in minima parte dei propri sogni, questo avviene appunto in situazioni critiche come quelle descritte sopra, quindi situazioni di allerta. Il fatto è che la mente in fase di sogno tende a velare l’uscita dal corpo sostituendo l’uscita reale con simbolismo onirico ovvero ci mette davanti immagini e sensazioni che per noi sono simili all’uscita dal corpo, è qui che bisogna cercare di diventare coscienti e sostituire le immagini oniriche alla realtà del viaggio astrale. Un esercizio per allenarsi a questo lo possiamo trovare nel libro di Carlos Castaneda L’ARTE DI SOGNARE recensito nel sito alla sezione libri; l’esercizio è semplicissimo: prima di andare a dormire o durante il giorno bisogna pensare che durante i propri sogni bisognerà guardarsi le mani. Questo è tutto, una cosa banalissima ma efficacissima, una volta che la persona riesce a guardarsi le mani si scatenano tutta una serie di situazioni per cui la mente reagisce contro se stessa e fa in modo che la coscienza prenda atto dell’accaduto e quindi possesso della situazione. A questo punto siamo svegli all’interno dei nostri sogni pronti per uscire dal corpo.
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