Author:
Dott. (?) Quirici
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Date Posted: 05:49:57 08/06/01 Mon
Conferenza stampa sul massacro all'interno della scuola Pertini, in via Cesare Battisti a Genova, punto di accoglienza del GSF, avvenuta la notte tra sabato 21 e domenica 22 luglio
Padova, 31 luglio 2001 Radio Sherwood
Prima testimonianza: Cestaro Arnaldo, 62 anni, Vicenza, trauma cranico, braccio destro rotto, gamba destra rotta
Siamo partiti con 7-8 pullman da Vicenza ovest alle 4.45 di sabato 21 luglio e siamo a Genova verso le 10.30.
D: come mai lei si trovava nei pressi della scuola Diaz?
R: perché ho preso quella strada lì, per andare alla stazione Brignole per poter pernottare lì in qualche maniera. Avevo un giubbotto e un maglioncino perché alla mattina dovevo fare un atto di generosità verso una mia paesana. Ho trovato una signora e domandando gentilmente "Lei sa dove si può dormire, pernottare per la notte?" e mi ha indicato delle scuole. Mi ha portato lì personalmente (erano a 20-30 metri) c'era un altra strada parallela e ha detto "Là in fondo ci sono 2 scuole, chieda lì se deve trovare qualcosa". E così ho fatto, sono andato lì e ho fatto. Alle 22 mi son messo lì per terra, c'era il legno, mi sono trovato abbastanza bene. Sarà stato mezzanotte e ho sentito delle urla e si è aperta la porta. Ho pensato che fossero arrivati dei banditi, dei fascisti, perché sono collegati anche alla polizia tanta di quella gente lì.
E invece era la polizia che menava da tutte le parti. Erano dei vigliacchi, assassini, che bastonavano tutti senza un perché. Hanno buttato giù la porta, hanno buttato dentro delle panchine…. Sono arrivati dentro 2-3-4-5-6 sembravano in guerra, erano dei criminali pronti ad ammazzare senza aver pietà. Ho visto della gente…bastonavano tutti e tutto e poi sono arrivati dentro lì dove ero io. Ho urlato - io sono un signore anziano, non c'entro- ed hanno cominciato…. Mi hanno dato una botta qua (il braccio) e hanno continuato….. mi sono messo nella posizione del "riccio" a hanno cominciato a battere dappertutto. Anche un ragazzo che era lì, era il giornalista del Resto del Carlino, ha preso tante di quelle botte. Ma non c'era tempo di guardare chi le prendeva…ho visto in fondo alla stanza una signora ha preso anche lei tante di quelle botte, e una ragazza…un altro ragazzo..
E continuavano a battere, e dopo quando mi hanno lasciato continuavo a chiamare i medici che mi portassero in ospedale ma niente. E continuavano a battere, gli ultimi dopo sono andati in un altra stanza e giù….. botte a tutti.
Una cosa da criminali, da banditi, queste cose non devono succedere. Questa la chiamano democrazia. Se questa è la democrazia, abbasso la democrazia.
D: ma erano poliziotti, carabinieri..
R: erano della polizia, con i manganelli. Botte, botte, urlavano e giù botte…
D: che cosa urlavano
R: non so, ricordo "Vi abbiamo presi, vi abbiamo presi.." e giù botte. E che cosa hanno preso, che cosa avete preso?
D: in quante persone l'hanno picchiata?
R: tanti, mi hanno portato via per ultimo. Chiedevo sempre "Per favore portatemi in ospedale che mi avete rotto, sto per morire portatemi all'ospedale" . e invece niente.
D: quanto è durato tutto questo
R: 30-40 minuti
D: quindi lei è rimasto per 30 minuti minimo steso per terra?
R: si, si… sono stati dei criminali. Questo è uno stato di polizia reale, alla Pinochet proprio. Mentre le altre persone erano là seduti in palestra con tutta la schiera di poliziotti che cantavano "Faccetta nera"…
D: chi l'ha portata fuori dalla scuola?
R: degli infermieri…..sono stato portato all'ospedale Galliera. Come sono arrivato all'ospedale avevo ancora questi banditi ancora vicino, erano in 2, con i manganelli. Vedendo ancora questi criminali, che mi avevano appena picchiato….
D: lei era piantonato all'ospedale?
R: si. C'era un ragazzo giovane, un poliziotto. Gli ho detto "Non posso vedere il manganello ancora, non è giusto" . lui lo aveva messo via però dopo quando è ritornato, verso l1 di notte, lo ha tirato fuori, si è seduto nella sedia vicino a me e ogni tanto batteva il manganello nella sedia. Ho portato pazienza, sono riuscito a tirarmi su, seduto sul letto, e sono stato quasi un ora così…. Lui continuava a battere sto manganello sulla sedia.
D: lei ha potuto capire quanti eravate all'ospedale?
R: tanti eravamo, tanti… tutti in fila, tutte barelle, le mandavano di qua e di là perché c'erano persone con diversi problemi. Chi aveva problemi dei denti spaccati, della testa, sotto, alla vescica, c'erano mille problemi. Le botte sono state date su tutte le parti del corpo.
D: quanti giorni ha fatto di ospedale?
R: sono andati via sabato mattina, alla manifestazione e sono tornato ieri (venerdì 27 luglio), sono arrivato a casa con l'ambulanza.
D: in questi giorni le autorità l'hanno contattata, le hanno detto qualche cosa?
R: si, che mi hanno scarcerato perché era arrivato il magistrato
D: cosa ha detto il magistrato, lei ha un imputazione?
R: il magistrato mi ha detto "Lo sa che è agli arresti?" gli ho detto di sì ma che non ne conoscevo il motivo. Il magistrato era venuto anche per la scarcerazione del giornalista del Resto del Carlino. Io ero in stato di fermo fino a mercoledì.
D: lei ha riportato la frattura del braccio…
R. … ho le bastonate sulla schiena…. Tutte le ecchimosi delle manganellate, compreso la testa, avevo la testa gonfia. Poi mi hanno rotto una gamba e un'altra pedata qua…mi hanno rotto un braccio, quel bandito, criminale…. Mi ha rotto qua e mi hanno operato mercoledì.
Martedì sera ero sempre all'ospedale mi hanno telefonato da casa e mia sorella ha detto che era venuta la DIGOS… è venuta la DIGOS a casa mia e ha perquisito mandando sotto sopra tutto… per trovare delle armi.. Sono sempre stato uno che ha lottato per i diritti umani e civili e invece sono sempre stato considerato un terrorista.
E questa, questa è la verità.
Fonte: http://www.sherwood.it/sherwoodcomunicazione/genova/vicenza.htm
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